CACCIA AGLI INDIZI! METTITI SULLA MIA CARROZZINA

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Mercoledì 13 aprile 2022 le classi quinte della Primaria Segantini, insieme alle loro insegnanti, si sono ritrovate in Pratogiano a Chiavenna per sperimentare attraverso due attività-gioco come ci si muove per le vie del centro storico se “diversamente abili”.

Con la preziosa collaborazione di Max e Stefano si sono misurati, con allegria ed entusiasmo, in due attività: un mini tour in/sulla carrozzina per sperimentare come ci si sente a spostarsi sulle quattro ruote e quali difficoltà si incontrano nell’attraversare correttamente la strada, scendere o salire il marciapiede. Contemporaneamente un gruppo di ragazze/i, mappa e taccuino in mano, ha fatto una ricognizione dal nome “caccia agli indizi” per verificare come e se fossero garantiti gli accessi ai principali locali pubblici ed alcuni bar e negozi di Chiavenna… e le sorprese sono state molte!

Abbiamo capito ancora di più di quanto utili e necessarie siano le pedane di accesso ai locali e ai negozi: una ragione in più per costruirne di colorate con i Lego che sono stati raccolti quest’anno un po’ dappertutto.

Ecco alcune riflessioni e commenti sull’esperienza.

  • Mercoledì 13 aprile siamo andati con la scuola a fare un giro di Chiavenna per capire quali sono le barriere per persone con disabilità. Abbiamo scoperto che è impossibile entrare dai vigili urbani dalla porta principale perchè ci sono dei gradini (* segnaliamo che esiste un entrata accessibile all’interno del comune, a piano terra per accedere all’ufficio dei vigili, ma dall’esterno non è visibile) così come entrare dalla Società di illuminazione elettrica di Chiavenna. Alessandro, Carlo e Davide
  • Le barriere architettoniche più frequenti che si possono trovare in centro Chiavenna sono numerose: se per esempio bisogna pagare una multa dai vigili urbani è impossibile entrare con una carrozzina perchè ci sono dei gradini. (*vedi sopra). Per entrare al Caffè Svizzero bisogna salire un gradino. Anche se vuoi acquistare articoli nei vari negozi della piazza Bertacchi bisogna superare piccole barriere…avendo anche provato a spingere una carrozzina pensiamo che non è molto bello “vivere bloccati”. Sarebbe bello che sparissero tutti i gradini, così anche chi ha una disabilità avrebbe “una vita normale” come tutti. Le persone che devono spingere una carrozzina farebbero anche meno fatica. Gabriele, Giulia, Pietro
  • Ci siamo domandati dove possa entrare senza difficoltà un disabile a Chiavenna. Dalla nostra ricognizione ,fatta sotto forma di gioco , ci siamo resi conto che se vuoi comprare articoli per la pesca non riesci perchè c’è un gradino molto alto; stessa cosa se vuoi entrare nella Società Elettrica Chiavenna ,trovi dei gradini alti che te lo impediscono. Anche il fondo delle strade non è sempre regolare: il vicolo Ludovico Castelvetro per esempio ha un fondo sconnesso che rende difficile il passaggio della carrozzina. Michela, Serena, Francesco

Attraversare qualsiasi strada cittadina è importante, meglio se riesci a farlo da un marciapiede che te lo permette senza dislivelli e gradini. Non sempre è facile spingere la carrozzina…

fanno la differenza il fondo stradale e la presenza di griglie dove però si possono incastrare le ruote della carrozzina; in questo caso ci vuole l’aiuto di qualcuno per permettere di proseguire spediti! Ci è piaciuto tanto fare questa esperienza a Pratogiano perché provare a sentirsi come una persona disabile ci fa capire che ci sono molte barriere e una carrozzina quando c’è una salita o una discesa potrebbe facilmente cappottarsi.

Quando siamo saliti sulla carrozzina io ho provato…per la verità , un po’ di vergogna perché tutti mi guardavano storto e poi un po’ di fatica per spingersi, soprattutto in salita.

Matteo, Martina, Giulia.
  • E’ stata una esperienza molto divertente però stare sulla carrozzina tutta la vita …non è più divertente. Le griglie vecchie devono essere cambiate perché se no si incastra la ruota della carrozzina. Abbiamo visto che non si può entrare in tutti i locali: dovrebbero esserci o delle pedane o delle chiamate disabili. Anche per Massimiliano è difficile perché ci vuole molta forza per spingere la carrozzina soprattutto in salita. E’ molto difficile andare in via Dolzino perché ci sono molti dossi che impediscono la carrozzina di muoversi. Giovanni G., Emanuele D.B, Denis C., Andrea B.

  • Mercoledì 13 aprile, con le maestre, abbiamo fatto dei percorsi per Chiavenna,per vedere dove sono e quante sono le barriere architettoniche difficili da superare per le persone in carrozzina . Abbiamo provato come ci si sente ad essere in sedia a rotelle; alcuni sentimenti provati da noi sono vergogna, tristezza e rabbia.

In Chiavenna abbiamo scoperto in quali posti ci sono delle barriere difficili da superare per i disabili in carrozzina , abbiamo notato che sono ancora molte e difficili per loro. Speriamo che in futuro le barriere spariscano tutte . Mi è piaciuto spingere ed andare in carrozzina quella mattina a Pratogiano. Però vedere i lati negativi è molto facile, perchè Chiavenna è una città che spesso non è adatta a chi utilizza una carrozzina infatti i negozi non hanno pedane e pulsanti per loro.

Giorgio G.,Diego I., Gregorio S., Giovanni Q. e Ruben L.

ritrovo in pratogiano

Noi pensiamo che non tutti i negozi sono accessibili a chi ha una disabilità a causa delle barriere perciò abbiamo pensato che bisognerebbe mettere in ogni negozio delle pedane e allargare le entrate più strette per far passare tutte le persone con disabilità. Pensiamo anche che dovrebbero sistemare le strade che hanno crepe e buchi per facilitare il passaggio di tutte le carrozzine. Dovrebbero costruire degli ascensori nelle case dei disabili con più piani, e fare le griglie con dei buchi un pò più stretti.

Questi sono i nostri suggerimenti per aiutare le persone con disabilità

MARIKA, YASMINE, ANDREA S., GLORIA

Senza B@rriere Valchiavenna

Qualche impressione raccolta fra le ragazze dopo aver letto il blog senzabarrierevalchiavenna:

  • Molto bello mi è piaciuto tanto questo blog . condivido tutto quello che c’è scritto perchè dobbiamo aiutare queste persone con la carrozzina abbattendo tutte le barriere architettoniche possibili e aiutandoli ad oltrepassarle. In particolare mi è piaciuta la parte in cui finalmente Stefano è riuscito ad andare in treno perchè se fossi stata in lui mi sarei sentita di aver finalmente aver raggiunto un obiettivo. Amelia
  • E’ molto interessante questo blog. Sono contenta che si cerchi di abbattere le barriere architettoniche però c’è ancora molto da fare. Dato che la mamma fa parte dell’associazione Il Mondo che Vorrei, ho seguito l’acquisto della Joelette e ho visto la gioia di Rayan quando l’ha provata. A loro però piacerebbe comprare anche una bicicletta per il trasporto dei disabili. Purtroppo sono attrezzature molto costose. Spero che presto tutte le città, i mezzi pubblici, i parco giochi, i ristoranti ecc. diventano accessibili a tutti, anche ai disabili e che vengano messi a loro disposizione gratis joelette, biciclette, ecc. Non vedo l’ora di poter contribuire, costruendo le pedane in lego per poter permettere a tutti di entrare nei luoghi pubblici. Sofia
  • Questo blog è interessante perché ci fa capire che le persone con la carrozzina hanno molta difficoltà anche solo per fare un gradino, mi è piaciuta l’idea di fare delle pedane in lego perché così le persone con difficoltà possono andare in posti dove prima c’era un gradino. A Chiavenna c’è un parco giochi per i disabili, vorrei che tutti i luoghi pubblici fossero accessibili ai disabili perché i disabili tante cose non le possono fare perché c’è semplicemente un gradino o una griglia. Certi mezzi pubblici hanno luoghi apposta per i disabili e vorrei tanto che le barriere venissero al più presto abbattute così anche i disabili possono fare tante cose che prima non potevano fare. Giulia T.

(Un grazie per la bella mattinata passata assieme a tutti i bambini e un grazie alle maestre che hanno organizzato l’uscita)

Le scuole e le Pedane di lego

E’ iniziata la raccolta dei “lego” da parte delle scuole primarie dell’Istituto Garibaldi nei plessi di Gordona, Mese, Chiavenna e Campodolcino. Abbiamo proposto questo progetto di raccolta di mattoncini lego per realizzare delle pedane per rendere accessibili alcuni posti.

Abbiamo condiviso l’idea di costruire delle pedane di lego facendo degli incontri nelle varie classi per spiegare il problema sulle le barriere architettoniche e l’accessibilità.

I ragazzi sono sembrati interessati e partecipi, ci hanno fatto una bella accoglienza e ringraziamo loro e le maestre che hanno aderito alla nostra proposta.

Adesso chiediamo l’aiuto di tutti per la raccolta dei mattoncini

Chi vuole aiutarci puoi regalare i lego usati portandoli nei punti di raccolta. Per ora sono nelle scuole indicate e presso i servizi della cooperativa Nisida, CSE e CDD della Valchiavenna, poi nei prossimi giorni vi comunicheremo altri punti di raccolta.

I gruppi e le associazioni che vogliono aiutarci ci possono contattare e fornire a loro volta dei punti di raccolta

modellino di pedana realizzata da uno studente della scuola di Gordona dopo che abbiamo presentato il progetto

Vi terremo aggiornati su come procede il progetto: in questa prima fase siamo concentrati sulla raccolta e poi prossimamente i bambini delle scuole cominceranno a realizzare le pedane individuando anche il posto dove sono necessarie per superare dei piccoli gradini in luogo pubblico, esercizio commerciale, etc..

Siamo molto contenti che questo progetto si possa realizzare con l’aiuto di tante persone ma la cosa più importante è parlare di questi temi e diffondere una maggior cultura e consapevolezza .

esempio di come vengono realizzate le pedane
i titolari del progetto sono Nisida Cooperativa Sociale ed Istituto Comprensivo G. Garibaldi
per info e contatti: Senzabarrierevalchiavenna@gmail.com
con il patrocinio di Dappertutto.org
foto di repertorio
foto di repertorio

Estate in joelette in ValChiavenna

Come tanti di voi già sanno con l’aiuto delle associazioni “Il mondo che vorrei“, “Il Caleidoscopio” e “v3v” i Volontari 3 Valli siamo riusciti ad acquisire 2 joelette, una da bambino e una da adulti, per il nostro territorio e con loro abbiamo formato un gruppo di volontari ( tra cui il nostro amico Emanuele Rotta di Guide di Montagna )

La prima escursioni è stata fatta da Raian (con la sua famiglia) che con la joelette da bambino è andato con la sua famiglia a Uschione dove ha trascorso una splendida giornata.

(Uschione)

La seconda è stata Debora a fine luglio, che da Villa di Chiavenna con alcuni volontari è andata a Savogno, li Debora e la sua famiglia hanno la casa e si è fermata per più di un mese.

Per la terza escursione invece la Joelette è stata data in comodato d’uso ad Amos Cerletti che appena ha saputo del progetto joelette ha pensato di fare una sorpresa a suo padre e con la sua famiglia lo ha portato in Valle del Drogo , Amos ha detto che è faticoso portare la joelette però è fattibile e poi suo papà è stato contento dell’esperienza fatta e quindi tutto il resto passa in secondo piano, infatti erano tanti anni che non visitava questi luoghi.

(Valle del Drogo)

Mentre il 13 agosto è stata la volta dei due sottoscritti, Max e io siamo andati a Savogno per una fantastica gita, con noi c’era tutta la mia famiglia e Cristina volontaria del gruppo.

I nostri amici che erano già sul posto ci hanno preparato un’accoglienza, a dir poco spettacolare, preparando un pranzo a base di gnocchetti svoltosi in piazza della chiesa ( vedi foto).

Savogno è proprio un bel paesino, la cosa che mi è rimasta nella mente e che non scorderò mai è che dalla piazza della chiesa sembra di essere sul tetto del mondo, si domina tutta la Val Chiavenna.

In collaborazione con gli amici dell’associazione Dappertutto abbiamo mappato il percorso per joelette che si aggiungerà a breve agli altri percorsi già presenti sul sito wikiloc (mappati e pubblicati grazie al lavoro dei tanti volontari in Valtellina)

Finalmente in treno

Martedì scorso 1° giugno , abbiamo deciso di prendere il treno, come molti sapranno da alcuni mesi sulla linea Chiavenna-Colico ne è arrivato uno nuovo attrezzato e confortevole.

Ecco i nostri consigli e riflessioni

Partendo da Chiavenna, siccome la banchina non è a livello della porta è necessario posizionare una pedana mobile presente sul treno, in pochi secondi il controllore/addetto del treno la posiziona e si sale.

Quindi entrando sulla destra si trovano due ampie postazioni riservate alle carrozzine.

In prossimità dell’entrata riservata, si trova subito la toilette attrezzata ed accessibile.

All’arrivo a Colico (ricordiamo di controllare sempre che sia il binario 1 tronco), si scende con porta a livello da lato stazione. Abbiamo scambiato due parole con il controllore che ci ha informato sulla situazione delle varie stazioni un po’ vecchie della nostra linea. L’unica con porta a livello è la stazione di San Cassiano. Quindi sicuramente l’ammodernamento della pavimentazione delle banchine sarà il prossimo passo da fare.

Il servizio a cui rivolgersi per tutte le informazioni ed assistenza gratuita per il vostro viaggio è la Carta Blu di Trenitalia, sia online che chiamando il numero verde gratuito 800 90 60 60.

P.S. L’ultima volta che ho preso un treno camminavo ancora, quindi circa venticinque anni fa, poi con la carrozzina purtroppo non è stato più possibile.

Uno dei miei sogni è che tutti i mezzi pubblici e le stazioni siano attrezzati per disabili, perché quando non lo si è (disabile) non ci si fa caso, si sale sul treno o pullman e si va, proprio come facevo io, solo che allora ero un pischello di vent’anni che camminava, non capiva e non vedeva tante cose che ora purtroppo o per fortuna capisco e vedo.

Intervista a Giampaolo

Oggi pubblichiamo l’intervista a Giampaolo, da Nuova Olonio, lo ringraziamo per aver accettato la nostra proposta di raccontare un po’ della sua vita.

Mi chiamo Gianpaolo ed ho 56 anni. Sono ospite della Casa Madonna del Lavoro Nuova Olonio da circa sei anni. Sono un portatore di handicap e più o meno da sette anni sono costretto ad usare una sedia a rotelle. Purtroppo, ho molteplici difficoltà negli spostamenti in quanto ho dei tremori forti agli arti che mi impediscono di utilizzare una carrozzina elettrica che mi permetterebbe di muovermi con maggiore autonomia all’interno della struttura. Fortunatamente ho delle piccole abilità manuali che mi consentono di utilizzare, non con poche difficoltà, il cellulare e il pc. I tremori sono il mio più grande handicap e sebbene il personale infermieristico e medico faccia il possibile per attenuali, mi riesce molto difficile ad esempio scrivere con carta e penna. Io passo molto tempo al pc e scrivo diversi testi narrativi ma se non avessi il computer questa possibilità mi sarebbe preclusa. I tremori citati, mi impediscono il normale movimento anche perché soffro di dolori articolari che peggiorano molto la mia già precaria condizione salute, tanto che, sono costretto a farmi aiutare anche negli spostamenti all’interno della struttura. Ad esempio quando devo recarmi nell’apposita sala fumatori mi devo far accompagnare da qualcuno anche perché c’è un altro grosso problema, comune a tanti portatori di handicap, che è quello dell’aprire la porta per poter passare con la carrozzina.

Giampolo e Mario

Per mia buona sorte, sono una persona a cui piace leggere, informarsi e studiare. Le mie passioni sono la filosofia, la geografia, e le scienze naturali. Quindi, se fisicamente in ogni momento della giornata mi trovo davanti a molte barriere, con la mia testa di barriere non ne percepisco. Per terminare, posso dire di essere fortunato perché sebbene sia un portatore di handicap ho la grande fortuna di avere accanto amici che mi aiutano come Mario che non mi lascia mai solo e mi accompagna anche nei trasferimenti all’esterno dell’appartamento, dove si trova un grandissimo parco dotato di tanti alberi, sia da frutto che ornamentali e qui ci si può spostare senza grossi problemi perché non ci sono ostacoli insuperabili con la carrozzina, non ci sono gradini e i viali non hanno grandi pendenze.

lavoro al Pc

All’interno della mia camera ho chiesto di disporre il mobilio in modo tale da avere più spazio per muovermi in autonomia. Ho anche un ampio terrazzo che posso utilizzare nella bella stagione per uscire a fumare. Sono piccoli accorgimenti ma che mi semplificano la vita di tutti i giorni e la rendono un poco più leggera. In questo periodo di pandemia le nostre esistenze sono state sconvolte, abbiamo passato diversi giorni chiusi nei nostri appartamenti e ad oggi non è permesso ancora fare rientro a casa dai nostri familiari. Questo per me è un grande limite più dei limiti che mi impone la mia condizione fisica. Spero con tutto il cuore che la situazione si risolva presto. Io per ora mi sono vaccinato e sono fiducioso che anche tutti gli altri lo facciano così che anche noi residenti delle RSA e RSD possiamo tornare ad aver meno limitazioni.

Joelette anche per la Valchiavenna

Per chi segue il nostro Blog , abbiamo già parlato di joelette. La novità è che grazie ad una raccolta fondi delle Associazioni Il mondo che vorrei, il Caleidoscopio e Volontari 3 Valli sono state acquistate 2 bellissime joelette, una per adulti e una per bambini per il territorio di Chiavenna.

Ora anche con la nostra collaborazione ci si sta organizzando per creare un punto di riferimento in valle e si cercano volontari (portatori di joelette) per organizzare prossimamente delle uscite in montagna.

Un grande grazie a tutti quelli che hanno portato avanti quest’iniziativa e un grazie a quelli che vorranno sostenerla e partecipare.

Vi terremo aggiornati nelle prossime settimane.

breve prova con joelette appena montata

Percorsi accessibili in montagna

Sentieri accessibili per ogni età e ogni abilità: Lecco si confronta con l’esperienza di Sondrio

E’ un po’ di tempo che non condividiamo con voi informazioni sull’accessibilità, ecco qui una bella collaborazione tra Sondrio e Lecco.

Un dialogo tra Lecco e Sondrio per immaginare, progettare, generare percorsi accessibili in montagna. Protagonisti del confronto sono gli operatori del terzo settore e della montagna lecchese da un lato, la rete dappertutto di Sondrio dall’altro: è il primo appuntamento del Progetto SOS – Sistema Operazione Sociale, finanziato da Regione Lombardia e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso il Bando Volontariato 2020.

L’incontro, promosso da dappertutto OdV di Sondrio in collaborazione con la rete di progetto lecchese (cooperativa sociale La Vecchia Quercia, associazione La Goccia, AFIN, associazione Le Radici), l’impresa sociale Girasole e il Comune di Lecco, sarà l’occasione per conoscere l’esperienza pluriennale di Sondrio sul tema dell’accessibilità in montagna.
Le azioni di progetto nel territorio lecchese prevedono escursioni in montagna con bambini e ragazzi ciechi e ipovedenti e adulti con disabilità intellettiva e motoria, la realizzazione di audioguide e mappe tattili relative alla flora e alla fauna del territorio ed eventi di sensibilizzazione culturale.
Il progetto intende dialogare con le azioni presenti in provincia di Lecco legate al tema dell’accessibilità in montagna e coordinate dal comune di Lecco.

Percorsi accessibili

Fonte : https://www.csvlombardia.it/sondrio/so-per-approfondire/post/sentieri-accessibili-per-ogni-eta-e-ogni-abilita-lecco-si-confronta-con-lesperienza-di-sondrio/?fbclid=IwAR1bkM0rZ987r79Qrytk2Ld78UCQqt-attD6fiEycelb_GEC_MQEfXmjSII

Volontari@mente

Oggi vi proponiamo un intervista a Giovanna Gusmeroli  rappresentante di  un gruppo di volontari che operano in ambito socio-culturale nel comune di Gordona.

Buongiorno, complimenti per il vostro blog, bello da leggere e da guardare. Vi ringrazio per avermi dato l’occasione di parlare di Volontari@mente, nello specifico di Gordonet-Team che considero un progetto di valore perché rappresenta sotto tutti gli aspetti un esperimento riuscito di welfare di comunità dai molteplici e inaspettati risvolti positivi e che spero sempre possa essere preso come esempio da altri comuni.     

Come sei venuta a conoscenza di questo progetto?

Nel 2009 in occasione delle imminenti elezioni amministrative ho partecipato a un gruppo di discussione dove ho conosciuto Pietro Biavaschi, fondatore di Gordonet-Team. La sua passione è stata contagiosa. Così sono entrata a far parte del gruppo di volontari che affianca ogni mattina il lavoro di Stefano e Rudy.

Gordonet.Team raggruppa persone con disabilità e volontari che operano sul sito internet del comune di Gordona a partire dal luglio 2003. I volontari assicurano, secondo i turni stabiliti, la presenza e l’assistenza durante il periodo di attività che va dal lunedì al venerdì  dalle 9.00 alle 12.00.
Collaborano al progetto le famiglie dei ragazzi con disabilità, l’Amministrazione Comunale, l’assistente sociale dell’Ufficio di Piano della Comunità Montana Valchiavenna e, dall’aprile 2015, la Commissione Biblioteca con approvazione di un protocollo di intesa (tra il comune di Gordona, la Commissione Biblioteca e il gruppo Gordonet-Team) per la gestione della parte del Sito comunale riguardante “Conoscere Gordona”).

Oggi i volontari di Gordonet-Team e quelli della Biblioteca, in tutto una trentina, si sono riuniti in un unico soggetto denominato Volontari@mente.

Il posto di lavoro del Gordonet-Team

Come sei diventata  responsabile di questo gruppo/progetto?

Non si tratta di un’idea nata all’improvviso piuttosto è stato il risultato o il naturale proseguimento di un percorso lungo alcuni anni che ha visto una sempre maggior collaborazione tra il lavoro dei volontari della biblioteca di cui ero la responsabile e il lavoro del gruppo Gordonet-Team di cui facevo parte. E’ così che la rappresentanza è passata da Pietro a Giovanna.  

Quali obiettivi vi siete prefissati?

Primo e imprescindibile obiettivo garantire il proseguimento di tutte le attività in essere, vale a dire mantenere coperti i turni dei volontari e assicurare il supporto ai ragazzi nell’esecuzione del loro lavoro. E poi continuare a collaborare con tutti i membri di Volontari@mente incrementando sempre più l’interazione del lavoro della biblioteca con quello di Gordonet-Team.

La parte del sito di cui si occupa il Gordonet-Team

Come vi siete organizzati con i volontari?

Ogni singolo volontario occupa con la sua presenza una mattina ogni due settimane. Viene stilato e distribuito il calendario turni mensile, in caso di impedimento nel ricoprire il proprio turno si provvede alla momentanea sostituzione. I nuovi volontari vengono inseriti previo incontro con l’assistente sociale dell’Ufficio di Piano della Comunità Montana Val Chiavenna. Ogni anno interrompiamo l’attività per tutto il mese di agosto. A dicembre si riuniscono tutte le parti del progetto per il resoconto annuale (cerchiamo sempre di far combaciare l’appuntamento con il compleanno di Rudy!). In alcuni anni siamo riusciti a organizzare delle gite, intento che intendiamo continuare a perseguire.

Intervista ai soci dell’associazione Il Quadrifoglio

Dopo la visita alla casa del Quadrifoglio (vedi articolo) come preannunciato ecco alcune domande che abbiamo voluto fare ai soci dell’associazione.

Come e perché è nata la vostra associazione?
L’Associazione nasce nel marzo del 1999 dalla volontà di famiglie con all’interno del proprio nucleo familiare persone con disabilita varie.
La motivazione che ha portato a mettere assieme più nuclei familiari era ed è ancora oggi poter condividere le proprie esperienze singole in cui si affronta la disabilità del proprio congiunto.
Dall’anno 2007 l’Associazione è iscritta nel registro provinciale del Volontariato e all’anagrafe fiscale delle ONLUS.
Abbiamo effettuato una valutazione sul territorio della Valchiavenna in merito ad una offerta di accoglienza residenziale per persone Disabili ma di fatto i servizi esistenti non davano una risposta adeguata per un servizio temporaneo di accoglienza in caso di necessità. In caso di bisogno i disabili dovrebbero recarsi in strutture extra mandamentali con il conseguente sradicamento sociale e affettivo. Abbiamo cosi deciso di portare avanti con forza e determinazione il progetto di una casa alloggio per ragazzi Disabili in Chiavenna.

Video Quadrifoglio

Sappiamo che per il vostro progetto collaborate con la cooperativa Nisida e la Comunità Montana della Valchiavenna. Ci sono novità?
Il Progetto è stato costruito in collaborazione con la Cooperativa Nisida che è da anni operante nei servizi alla persona e che attualmente si occupa dei locali servizi per Disabili in valle (Centro Diurno Disabili e Centro Socio Educativo). Il Progetto ha poi potuto concretizzarsi con la Comunità Montana della Valchiavenna, che ha messo ha disposizione un’immobile da anni dismesso (Comodato d’uso per 40 anni), avallando la ristrutturazione e trasformazione in Casa Alloggio per Disabili. La casa del Quadrifoglio è ora una realtà. Al secondo piano una cucina e 2 camere per un totale di 4 posti letto sono già state utilizzate da 4 ragazzi per dei percorsi finalizzati al progetto “Dopo di Noi” in collaborazione con l’Ufficio di Piano e Regione Lombardia.

Come pensate che verrà utilizzata la casa nel prossimo futuro?
Il nostro fine resta quello di costruire insieme alle famiglie una risposta alla preoccupazione, sempre più viva e pressante, del non sapere chi e come si prenderà cura del proprio familiare quando i genitori o i parenti stretti non potranno più farlo, garantendo la possibilità di poter preparare e vivere il dopo di noi restando nel proprio contesto territoriale e sociale.

Quali sono le cose che mancano per rendere la struttura operativa al 100%?
Come già sopracitato una parte è già utilizzabile, ad oggi ( gennaio 2021) sono ancora da arredare le altre 5 camere,il soggiorno, 4 bagni e attrezzare il locale lavanderia. Inoltre i tendaggi mancanti e tapparelle esterne. Abbiamo in corso l’installazione dell’impianto di ventilazione forzata. Dobbiamo completare l’impianto con i pannelli fotovoltaici già installati sul tetto.

Se i genitori di un ragazzo disabile non autosufficiente venissero a mancare o non fosseropiù in grado di accudirlo a casa, sareste in grado di ospitarlo oppure ci si dovrebbe rivolgere a una rsd?
In questo momento non saremmo in grado di ospitarlo visto la situazione della struttura non terminata. La nostra volontà e quella di cercare di dare l’aiuto a tutti ma purtroppo poi ci dovremo confrontare con le varie direttive sanitarie che dettano le regole sugli inserimenti in strutture come la nostra.

Da quello che abbiamo visto non ci sono camere singole, se uno dei vostri ospiti necessitasse di avere una camera singola per la privacy, potrebbe averla?
Si una camera singola è presente sia al primo piano che al secondo. Una camera sarà destinata ad un operatore e l’altra potrebbe essere utilizzabile.

Presumibilmente quanto potrebbe costare un week end nella struttura?
Non possiamo adesso dare una cifra precisa sul costo ma sicuramente dipenderà dalle presenze nella struttura nel momento in cui ci sarà la richiesta di questo servizio. In una struttura funzionante a pieno regime sicuramente i costi saranno minori vista la presenza già in loco di assistenti e operatori attivi nel servizio.

La struttura potrà ospitare anche persone con disabilità molto gravi?
Purtroppo non sarà in grado di ospitare persone molto gravi che hanno bisogno di assistenza continua sanitaria, ci sono le direttive che regolano queste situazioni particolari. Detto questo faremo il possibile per poter ospitare in casi di urgenza o improvvisa impossibilità di permanere nella propria normale residenza o per consentire alla famiglia periodi di sollievo.

Direttamente da Mese, signore e signori: Debora Petruzio


ASCOLTA

Anche Debora ha voluto raccontarci gli ausili che usa e quali barriere le danno più fastidio:

Sono Debora, una donna di 41 anni. Devo convivere con la carrozzina fin da piccolina. A volte la carrozzina mi stressa, vorrei stare in piedi perché penso che sia una sensazione bellissima il cammino. Possiedo due carrozzine, una elettrica e una manuale. Preferisco quella elettrica perché mi posso spostare da sola anche se in questo periodo la sto usando molto poco.

Le barriere architettoniche da cui sono più infastidita sono: i marciapiedi, i gradini, la pavimentazione in porfido perché se c’è una mattonella fuori posto, io la sento e la carrozzina si ribalta o si blocca. Poi per esempio in alcuni negozi che hanno dei gradini molto alti non riesco ad entrare.

Vorrei anche vedere più ascensori accessibili. Per farvi un esempio, in Comune a Mese l’hanno appena messo quest’anno, però non ci sono ancora salita.

In certi bar dove ci sono gradini, hanno una pedana che si mette e toglie. A me però da fastidio chiedere sempre, preferirei essere autonoma.

rampa all’entrata di casa

In treno poi non ci sono mai salita, anzi ci sono salita una volta e non mi hanno fatto scendere cosi, in braccio al papà siamo scesi alla fermata successiva. Ero in Svizzera che di solito “ i en tucc precis” (sono tutti precisi). Poi: scusa scusa, si giustificavano, cosa scusa! Mi avete fatto piangere poi vi giustificate?

Il fatto di non poter viaggiare in treno a causa delle barriere mi fa arrabbiare tantissimo. Io ho la carta blu per viaggiare in treno ma non la posso mai utilizzare, ultimamente però, a Chiavenna è arrivato un treno predisposto per la salita con carrozzina, cosi è mia intenzione provarlo il prima possibile.

Poi ci sono i parcheggi, a volte quelli riservati sono occupati da altre macchine che non hanno il tagliando esposto che gli da il diritto di utilizzare i posti riservati alle persone disabili. Dunque si gira in tondo, soprattutto alla Stazione di Chiavenna finché non si trova posto.

mouse trackball

Nella mia vita utilizzo anche altri ausili: Il sedile elettrico in auto che si gira, un seggiolino a ruote per il bagno in casa, e un Mouse Trackball per il computer. Ho in progetto di dotarmi di una barella doccia per facilitare i miei spostamenti e diminuire la fatica di chi mi aiuta.

Fate un ottimo lavoro con questo blog complimenti!

Buona giornata,

Debora