La casa del Quadrifoglio

Siamo stati a vedere la casa del quadrifoglio. La prima impressione visitandola è stata di luminosità, posta in un luogo tranquillo, fuori dal caos ma con due passi o due giri di ruote 🙂 si è in centro Chiavenna.

La struttura è su tre piani: il piano terra adibito a garage, zona caldaia e magazzino, mentre il primo e il secondo piano raggiungibili anche con l’ascensore sono abitabili.

Al primo piano c’è un ampio salone con un’altrettanto ampia cucina domotica che è stata commissionata e fatta dalla scuola di ebanisti di Chiavenna, i bagni e le camere su questo piano sono ancora da arredare (proprio in questi giorni stanno cercando di definire i costi e dove trovare il finanziamento per acquistare gli arredi necessari).

Il secondo piano invece è arredato ed è già stato utilizzato per il progetto “Dopo di Noi”. Dallo scorso anno infatti un gruppo di 4 persone con degli educatori ha sperimentato il vivere comunitario per diversi fine settimana (nel progetto pilota della Coop nisida con l’ufficio di piano della Comunità Montana).

Sergio Petruzio e Giuseppe Dell’Ava ci hanno accompagnato nella visita e ci hanno poi aggiornato sui prossimi passi che farà l’associazione per ultimare il lavori con la speranza di presto rendere tutta la casa accessibile e pronta per essere abitata in maniera regolare.

Ma di tutte queste cose che vi abbiamo accennato, ve ne parliamo nel prossimo articolo/intervista in cui approfondiremo molti aspetti interessanti.

Il museo del tesoro al tempo del COVID-19

Siamo stati a visitare il museo del tesoro a Chiavenna e dobbiamo dire che oltre alle cose molto belle anche le barriere sono inesistenti.

Per entrare c’è la pedana per carrozzine e anche all’interno ci si può muovere senza avere paura di fare cadere, o rompere qualcosa.

A me sarebbe piaciuto soffermarmi di più sulla “Pace”  e vederla con la lente d’ingrandimento per poter ammirare i piccoli e bellissimi dettagli che a occhio nudo non si vedono, ma purtroppo per le norme contro il COVID-19 non è stato possibile, noi speriamo che questa pandemia passi presto, anche, per poter tornare e vedere il tutto con calma.

Secondo noi varrebbe la pena visitare il museo solo per vedere La “Pace”, un’opera unica  nel suo genere.

Non vi diciamo di più per non rovinarvi la sorpresa.

Nb. Per le norme anti COVID-19 l’accesso al museo deve essere prenotato ed è limitata a sole cinque persone per volta, il giro può durare al massimo mezz’ora e bisogna essere muniti di mascherina.

Alle cascate!

Come promesso siamo stati a testare la pavimentazione delle famose cascate dell’acqua Fraggia.

Il manto stradale è ampio e comodo da percorrere anche con una carrozzina o un passeggino e si arriva quasi ai piedi delle cascate.

L’accesso di destra che era un sentiero stretto e quasi inaccessibile è stato allargato e pavimentato.

Queste opere appena realizzate fanno parte di un progetto più ampio di Accessibilità, prossimamente infatti saranno realizzati anche i servizi igienici all’interno del parco sempre accessbili a tutti. Garantiamo che andremo a testare anche questi ultimi.

qui sotto trovate il link al nostro articolo pubblicato lo scorso anno in cui veniva presentato il progetto.

https://senzabarrierevalchiavenna.wordpress.com/2019/05/03/buone-nuove-dalle-cascate/

Famiglie sole, aprite i centri per disabili

Ciao a tutti, abbiamo letto questo articolo che ci ha colpito. Nel nostro blog parliamo di disabilità e non potevamo non condividere con voi questo scritto. Leggetelo. E’ uno spunto di riflessione importante in questo periodo. Non c’è una classifica dei diritti. Il diritto e tutela della salute è importante tanto quanto il diritto di assistenza o comunque poter fare o usufruire di attività o servizi di qualunque tipo con la giusta assistenza.

 

Con i se, i ma e con i forse…

E’ da  molto tempo che voglio scrivere questo pezzo, solo che poi una scusa tira l’altra non ho mai trovato il tempo o per dirla chiara la voglia.

Mi sono chiesto parecchie volte e continuo a chiedermelo nonostante tutto: come sarei stato  se fossi stato normale (che poi dipende da come la si interpreta la parola normale), cioè se avessi avuto l’uso delle gambe, se le mie mani non fossero “anarchiche” e se avessi avuto l’uso della parola chiaro?  Una risposta non l’ho ancora trovata e mi sa che non la troverò mai.

Ho provato a immaginarmela in vari modi:

Quello che è sicuro è che sarei andato a vivere da solo.

La prima: a 20 anni la macchina dei miei sogni, una macchina potente e veloce (probabilmente rossa, no non una Ferrari), con la testa matta che avevo a quell’età, probabilmente sarei volato fuori strada alla prima curva e non sarei qui a raccontarvelo, oppure sarei seduto dove mi trovo ora ma molto più “incazzato” di quanto lo sono ora, o chissà.

La seconda: Avrei fatto il giro del mondo in bicicletta, fermandomi sicuramente un anno in africa, per poi tornarci perché mi sarebbe venuto il famoso “mal d’africa”.

La terza: Sicuramente sarei stato un fumatore, sigarette, e per chi non lo sapesse ho anche fumato finché le mani me lo hanno permesso e mi piaceva anche. Avrei fumato Lucky strike, le sigarette di Vasco Rossi e se avessi smesso non sarebbe stato per la mia salute, perché credo ci siano altre cose che mangiamo e respiriamo che facciano più male del fumo della sigaretta, ma per il fastidio di fumo che avrei dato agli altri, e il fatto che ne sarei stato schiavo. E comunque se  volete un consiglio non fumate.

La quarta: forse sarei sposato, innamorato follemente della mia donna e avrei dei bambini ne avrei voluti 3… o forse non sarei sposato ma avrei diversi figli da diverse donne, chi lo può sapere? Comunque forse sarebbe stato anche questo il motivo che mi avrebbe fatto smettere di fumare.

Alla fine sono giunto a una conclusione “con i se, i ma e soprattutto con i forse” non si va da nessuna parte, e se sono così non è colpa di nessuno, ne mia, ne dei miei e tanto meno di Dio.

Sono così e non dico di essere contento, ma… Ho 2 genitori, una sorella con il suo compagno, una nipotina che mi vogliono un bene dell’anima, ho zii, cugini e amici che non vedo spesso ma so che nel momento del bisogno ci sono, sono stato in Australia e in California e ho vissuto esperienze belle e meno belle che un uomo “normale” non può vivere.

A quasi 50 anni penso di essere soddisfatto di ciò che ho fatto fin qui…

Volevo ringraziare tutti quelli che mi vogliono e mi hanno voluto bene.

Il Comune di Chiavenna da l’ok

Siamo stati in Comune a Chiavenna per presentare il progetto “Dappertutto” in collaborazione con l’associazione di volontariato tecnici senza barriere e le cooperative Nisida e Grandangolo.

Abbiamo parlato con il vicesindaco del nostro interesse nel promuovere una cultura dell’accesibilità attraverso la sensibilizzazione della popolazione sull’abbatimento delle barriere architettoniche e come primo passo redarre un piano di accessibilità urbana, lavoro che in parte abbiamo già cominciato lo scorso anno visitando e recensendo alcuni luoghi.

Il primo passo per noi è creare una mappa dei luoghi senza barriere architettoniche pubblici ma anche privati di Chiavenna in primis e segnalare i punti non accessibili.

Vi terremo aggiornati su eventuali sviluppi.

Link utili: www.dappertutto.org

http://www.comune.chiavenna.so.it/hh/index.php

http://www.nisida.coop/

http://www.grandangolo.coop/index.php

Tutti a pattinare

“Mamma anch’io voglio pattinare con gli altri bambini”, immaginiamo sia stata questa la richiesta di Luca (nome immaginario e casuale) alla mamma.

Dovete sapere che Luca è un bimbo di quasi quattro anni e non può camminare a causa di una grave disabilità, figurati pattinare. Ma le mamme si sa che per i propri figli farebbero qualsiasi cosa, così le viene in mente che in Valle d’Aosta poco tempo prima aveva visto un bambino con dei problemi simili a quelli di Luca che  con un deambulatore per bambini chiamato “grillo” riusciva a pattinare.

Visto che il deambulatore Luca ce l’ha già, la cosa è fatta, basta andare al pattinaggio a Chiavenna e pattinare.

Veloci come il vento!

Luca sui pattini è un vero campione e pensiamo lo sia anche nella vita.

Ps. Ringraziamo i genitori di questo bel bambino che ci hanno permesso di scrivere questo pezzo.

ARZ-UP… NOI C’eravamo a bordo di UNA…!

E’ passato quasi un mese dal vertical “arz-up”, una gara in notturna che si svolge da Morbegno ad Arzo.

Questa è la 10^ e ultima prova del circuito GOinUP, cos’è il GOinUP? È una serie di dieci gare che si svolgono in Valtellina, in verticale e in notturna, che partono dal 2 maggio fino, appunto a quella dove c’eravamo anche noi, del 13 novembre.

Vi chiederete come abbiamo fatto a fare un vertical in notturna con una carrozzina? E infatti niente carrozzina, ma con una jòelette e dei così detti “muli”, ragazzi/e veramente instancabili che tirano e spingono appunto la jòelette e con questa si può andare davvero DA PER TUTTO!

La jòelette è un tipo di carrozzina con una ruota sola e viene tirata e spinta da delle persone che si rendono disponibili (volontari).

Non vi dico l’adrenalina che avevamo addosso e anche se faceva freddo (perché all’arrivo ad Arzo c’erano 2 gradi) noi avevamo caldo, quel caldo che solo un emozione così forte ti sa dare!! Il calore di un’esperienza di solidarietà e altruismo grande e magica!!

Ringraziamo tutti per la magnifica serata!

…in CiElo!

Avete mai sentito parlare del Ponte nel cielo??

Si tratta di un ponte tibetano lungo 234 metri e alto 140!! Si trova in Val Tartano ed è aperto dal 2018..

Siamo andati in una bellissima giornata di metà ottobre, cielo limpido e neanche un filo di vento, “per la miseria”, a noi un po’ di brezza non sarebbe spiaciuta, per avere il brivido del dondolio sotto i piedi (ruote).

Però… che spettacolo vedere il panorama! Si vede tutta la Valtellina fino al lago di Como!

Diremmo fantastica esperienza e soprattutto senzab@rriere!

Ps. Vorremmo ringraziare i tre accompagnatori che hanno reso realtà questo nostro desiderio!